Sera del Nodo d’Amore baciata dalle previsioni

Sera del Nodo d’Amore baciata dalle previsioni

Di Luca Delpozzo

Si pre­an­nun­cia un evento spe­ciale per la sera di mart­edì, quando si svol­gerà la 16esima “Festa del Nodo d’Amore”, ded­i­cata al ful­cro della gas­trono­mia locale, il tortellino. La man­i­fes­tazione, che s’avvantaggia d’ una macchina orga­niz­za­tiva ben oli­ata, quest’anno dovrebbe infatti poter con­tare su un tempo atmos­ferico favorev­ole. Si pre­an­nun­cia infatti un clima caldo e piacev­ole, mod­er­ato dalla ven­ti­lazione tipica di molte ser­ate nella val­lata del Min­cio. «Spesso e volen­tieri», dichiara Nadia Pasquali, con­sigliere dell’Arv (Asso­ci­azione ris­tora­tori valeg­giani), l’associazione orga­niz­za­trice, «negli anni scorsi abbi­amo avuto sulla testa la spada di Damo­cle del tempo incerto ed abbi­amo dovuto preparare scru­tando il cielo e con­sul­tando le pre­vi­sioni atmos­feriche. Non è facile orga­niz­zare sapendo che un pio­vasco ti può man­dare a monte il lavoro di mesi e mesi. Quest’anno invece sotto questo pro­filo siamo tran­quilli per­ché il bel tempo pare assi­cu­rato». Pro­prio l’anno scorso invece, dopo qualche set­ti­mana di vari­abil­ità metere­o­log­ica, i ris­tora­tori decis­ero di rischiare e la festa venne bag­nata dalla piog­gia, anche se l’accelerazione dei tempi per­mise di portare a ter­mine il pro­gramma (la cena e i fuochi).Ma se fino all’anno scorso veniva con­sid­er­ata in caso di piog­gia una pos­si­bile alter­na­tiva, la sud­di­vi­sione degli ospiti nei vari ris­toranti che aderiscono alla man­i­fes­tazione, quest’anno si cam­bia rotta. «Diven­tava un bel prob­lema sia a liv­ello orga­niz­za­tivo che eco­nom­ico», spiega Gianni Veronesi, seg­re­tario dell’Arv, «pen­sare a smo­bil­itare uomini e strut­ture sul ponte vis­con­teo per trasferirsi nei vari ris­toranti. Così da ora in avanti o si fa sul ponte o la festa salta». Lo si può capire per­ché, al di là di una pre­li­batezza come il tortellino, il fas­cino della man­i­fes­tazione sta in buona parte anche nello splen­dido sce­nario in cui si svolge: la valle del Min­cio, con gli oltre 600 metri del ponte vis­con­teo, il fiume sot­tostante ed il castello scaligero sulla collina.Mentre viene con­fer­mata la chiusura della strada provin­ciale che scende a Borghetto e con­giunge, attra­verso il ponte vis­con­teo, le due sponde del Min­cio (da lunedì alle 7,30 fino a mer­coledì alle 20), la macchina orga­niz­za­tiva va avanti. Gli oltre 4.000 ospiti avranno a dis­po­sizione: 98 cuochi, 95 some­lier e 318 camerieri. Prima ancora però dovranno essere preparati i 600 mila tortellini che ver­ranno scodel­lati per l’occasione, con­diti col burro fuso e pronti a rice­vere una spruz­zata di grana. «E pen­sare», riv­ela Romano Bres­sanelli, pres­i­dente dell’Arv, «che per un certo peri­odo ci siamo chi­esti se ripro­porre questa man­i­fes­tazione che ci dà tanto, ma impegna anche tan­tis­simo gli asso­ciati e non solo. Poi, sti­mo­lati da tanti, asso­ciati, cli­enti e fig­ure isti­tuzion­ali, abbi­amo but­tato il cuore oltre l’ostacolo».

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