Rc Auto, Roma Rischia Scatta Il Processo Ue

Rc Auto, Roma Rischia Scatta Il Processo Ue

Nel mirino il tetto alle tariffe deciso dal governo

di LUCIO CILLIS

ROMA – È attesa per oggi la decisione della Ue sul blocco delle tariffe Rc auto nel nostro paese. A Bruxelles solo in pochi scommettono su un passo indietro comunitario sul caso-Italia, la prima nazione ad applicare il blocco di un anno delle tariffe delle assicurazioni auto per rallentare gli effetti negativi sui prezzi. Un “tappo” inaccettabile secondo i criteri Ue, applicato in un settore, come le assicurazioni auto, liberalizzato fin dal 1994

Molto probabile quindi l’avvio delle procedure che potrebbero portare all’iter di infrazione vero e proprio con un passaggio (per il momento) ancora soft: prima della eventuale “condanna” il nostro esecutivo dovrà spiegare i perchè di questa scelta attraverso un intenso scambio di lettere e informative in modo da sciogliere ogni dubbio sulla decisione.

“Vado ora a studiare il dossier”, aveva detto ieri Romano Prodi, presidente della Commissione europea. E alle insistenti domande sulle possibili conseguenze per l’Italia, Prodi ha risposto in modo laconico: “Non vi so rispondere, perchè vado ora ad esaminare la questione: vi saprò dire tra alcune ore…”.

L’esecutivo di Bruxelles aveva già concesso del tempo all’Italia. Tempo scaduto questa mattina, quando i nostri rappresentanti avrebbero dovuto presentare le prime controdeduzioni e iniziative utili per bloccare l’avvio di una procedura d’infrazione, annunciata e poi ritirata in extremis mercoledì scorso dopo un intervento del ministro dell’Industria Enrico Letta.

“Al momento non è arrivato nulla”, aveva confermato Jonathan Todd, portavoce del commissario al Mercato interno Frits Bolkestein nel promeriggio di ieri, “se l’Italia lascia le cose come stanno, la procedura d’infrazione partirà automaticamente. La Commissione – ha detto Todd – è preoccupata perchè l’imposizione di prezzi controllati è incompatibile con la direttiva sulla liberalizzazione. Vedremo cosa succederà nelle prossime ore”.

Le trattative tra il governo italiano e quello Ue, erano iniziate una settimana fa con un piccolo giallo. Mercoledì scorso un comunicato della Commisisone aveva annunciato l’avvio dell’iter di infrazione. Ma nel volgere di mezza giornata una serie di telefonate e pressioni del nostro governo, avevano di fatto convinto Bruxelles a rinviare la discussione sul caso Rc auto, togliendolo dall’ordine del giorno della riunione.

Da Strasburgo, il commissario Frits Bolkestein aveva così spiegato di essersi sentito telefonicamente due volte con il ministro Enrico Letta: “Il governo italiano ha ancora una settimana di tempo per dire quello che intende dire da parte nostra considereremo la risposta con tutta l’attenzione necessaria, prima di prendere la decisione definitiva, mercoledì prossimo” e cioè oggi, come aveva dichiarato il commissario. Ma il tempo massimo si è ormai esaurito senza grosse novità, almeno sulla carta: perchè le fonti comunitarie fanno sapere che “non ci sono i margini per un intervento” in senso positivo, e che quindi il commissario Bolkestein lavora in totale “autonomia”.

Per il sottosegretario all’Industria Cesare De Piccoli, anche se dovesse partire oggi la richiesta di chiarimenti “questo non vuol dire automaticamernte condanna. A quel punto avremo 60 giorni di tempo per far valere le nostre ragioni. E confidiamo su due fattori: il primo è che il provvedimento deciso è solo temporaneo. La stessa procedura di infrazione non è dunque una condanna: ci verrà chiesto però di giustificare i perchè del provvedimento. Le motivazioni che porteremo – aggiunge De Piccoli – e i provvedimenti che stiamo approvando forse potranno convincere la Ue della bontà delle nostre scelte…”. Nel contempo la Camera ieri ha approvato l’estensione ai Tir del blocco dell’Rc auto deciso in primavera, grazie ad una norma inserita alla Camera al decreto autotrasporto. Ora il provvedimento ritorna al Senato prima del varo definitivo.