Per Accertare Il Rischio Di Confusione È Determinante Il Consumatore Medio

Per Accertare Il Rischio Di Confusione È Determinante Il Consumatore Medio

Per accertare il rischio di confusione è determinante il consumatore medio

La Corte di Giustizia Europea ha confermato che al fine di accertare l’esistenza di un rischio di confusione fra due marchi, il pubblico pertinente da prendere in considerazione deve comprendere il consumatore medio dei prodotti; quindi anche nel caso di prodotti farmaceutici venduti esclusivamente su prescrizione medica, deve includerne gli utenti finali.

La titolare di una registrazione nazionale italiana per il marchio TRIVASTAN aveva presentato opposizione contro una domanda di marchio comunitario per il marchio TRAVATAN. I prodotti coperti dalla registrazione (prodotti farmaceutici e veterinari; prodotti igienici per la medicina; prodotti dietetici ad uso medico; alimenti per neonati; impiastri, materiale per fasciature; materiali per otturare i denti e per impronte dentarie; disinfettanti; prodotti per l’eliminazione degli animali nocivi; fungicidi, erbicidi) e dalla domanda (prodotti farmaceutici per uso oftalmico) appartenevano tutti alla classe 5.

La Divisione di Opposizione dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI) aveva accertato l’esistenza di un rischio di confusione fra la domanda di marchio comunitario e il marchio anteriore, ed aveva accolto l’opposizione. Tale decisione era stata in seguito confermata sia dalla Commissione di Ricorso dell’UAMI che dal Tribunale di Primo Grado.

La questione principale nel procedimento di fronte alla Corte di Giustizia Europea verteva sul pubblico di riferimento preso in considerazione dal Tribunale di Primo Grado al fine di accertare il rischio di confusione.

Il Tribunale di Primo Grado aveva compreso nel pubblico pertinente sia i pazienti che i professionisti del settore sanitario. Secondo la ricorrente, il Tribunale avrebbe dovuto limitare la definizione di pubblico ai soli professionisti del settore sanitario, dal momento che i consumatori finali non compiono una scelta nell’acquistare un prodotto rilasciato dietro prescrizione medica.

La Corte di Giustizia Europea ha osservato innanzitutto che ai sensi del diritto comunitario sui marchi, la funzione del marchio consiste nel servire da indicatore dell’origine del prodotto, poi ha citato la propria giurisprudenza indicante che il pubblico pertinente è composto del consumatore medio dei prodotti di cui trattasi. Il fatto che taluni intermediari, quali i professionisti del settore sanitario, possano influenzare e persino determinare la scelta dei consumatori finali non esclude, di per sé, qualsivoglia rischio di confusione per tali consumatori quanto alla provenienza dei prodotti in questione. Secondo la Corte di Giustizia, il Tribunale di Primo Grado aveva quindi correttamente dedotto che, ancorché la scelta di tali prodotti sia influenzata o determinata da intermediari, un rischio di confusione per i consumatori sussiste comunque, dal momento che essi ben possono trovarsi a confronto con tali prodotti, quand’anche le operazioni di acquisto di ciascuno di essi si verifichino in momenti differenti.