La Diffusione Di Opere Registrate Richiede Il Consenso Dell’autore: La Cassazione Interpreta La Legge Sul Diritto D’autore

La Diffusione Di Opere Registrate Richiede Il Consenso Dell’autore: La Cassazione Interpreta La Legge Sul Diritto D’autore

ITALIA: GIURISPRUDENZA

La diffusione di opere registrate richiede il consenso dell’autore: la Cassazione interpreta la legge sul diritto d’autore

In due recenti pronunce, le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione hanno interpretato le norme riguardanti la diffusione di opere tutelate da diritto d’autore. In entrambi i casi, le sentenze di merito avevano stabilito che la radiodiffusione di un’opera senza il consenso dell’autore è contraria all’art. 171 (b) della legge sul diritto d’autore n 633/1941, secondo il quale

” è punito […] chiunque senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:

[…] b) rappresenta, esegue o recita in pubblico o diffonde, con o senza variazioni od aggiunte, un’opera altrui adatta a pubblico spettacolo od una composizione musicale. La rappresentazione o esecuzione comprende la proiezione pubblica dell’opera cinematografica, l’esecuzione in pubblico delle composizioni musicali inserite nelle opere cinematografiche e la radiodiffusione mediante altoparlante azionato in pubblico

[…] I resistenti si erano rivolti alla Corte di Cassazione sostenendo fra l’altro l’erronea applicazione della legge sul diritto d’autore, dato che la norma citata non proibisce espressamente la diffusione della registrazione di un’opera. Secondo i resistenti, l’opera musicale è costituita dalle note sul pentagramma, dallo spartito e quindi da una composizione grafica, da non confondere con il successivo evento sonoro, caratterizzato appunto da suoni e voci, frutto della prestazione dell’interprete. Ne consegue che il diritto d’autore riguarda l’opera musicale in quanto tale, non l’esecuzione dell’interprete, oggetto di trasmissione per radio da parte dei resistenti.

Con sentenze n. 22/2000 e 23/2000 del 19 settembre 2000, la Corte ha rigettato il motivo del ricorso, stabilendo che l’art. 171 (b) della legge sul diritto d’autore si applica anche alla radiodiffusione di esecuzioni, fissate o meno su un supporto meccanico, dato che la “diffusione” comprende la trasmissione per radio.

La Corte ha anche stabilito che non può esserci distinzione, dal punto di vista del diritto d’autore, fra l’ opera musicale, lo spartito e l’esecuzione, dato che il diritto d’autore sorge con la creazione stessa di qualsiasi opera originale di carattere creativo. Secondo la Corte, una interpretazione letterale, logica e sistematica della legge non lascia dubbi sul fatto che spetta all’autore dell’opera il diritto esclusivo di utilizzare l’opera, che comprende il diritto di distribuire e cioè commercializzare, diffondere e mettere a disposizione del pubblico l’opera stessa. L’autore di un’opera musicale detiene i diritti esclusivi sulla riproduzione dello spartito, sulle esecuzioni -sia dal vivo che registrate- sulle trasmissioni e sulle registrazioni su qualsiasi supporto meccanico. A conferma ulteriore di quanto sopra, la Corte ha osservato che la legge sul diritto d’autore statuisce che in assenza di accordi specifici, l’autore mantiene i diritti sulle esecuzioni e sulla radiodiffusione delle esecuzioni anche dopo la cessione dei diritti esclusivi riguardanti la riproduzione e la distribuzione commerciale.

12 marzo 2001