Il Prestigioso Convegno dei Consulenti del Lavoro

Il Prestigioso Convegno dei Consulenti del Lavoro

IL PRESTIGIOSO CONVEGNO DEI CONSULENTI DEL LAVORO

“QUALE FUTURO PER LE LIBERE PROFESSIONI”

Sala del “Cenacolo del Parlamento” Roma 5 dicembre 2000

In una Roma inondata di sole, nella splendida sala del “Cenacolo”, la Fondazione “Cesare Orsini” ha voluto dare il segnale di una partecipazione attenta e responsabile al problema del futuro delle libere professioni esaminando il disegno di legge delega per il riordino delle professioni intellettuali approvato dal Consiglio dei Ministri.

E’ stata l’occasione per presentare il libro “Cesare Orsini” “Come diventammo consulenti del lavoro” nel quale la “storia” di una professione, quella dei Consulenti del lavoro, trova una sua documentazione attenta e interessante dal “primo atto costitutivo dell’Associazione Consulenti Previdenza

sociale, registrato in Milano il 20.7.1953” ai plurimi convegni, documentati da fotografie con le quali si risvegliano ricordi ed emozioni.

Ed il convegno del terzo millennio, che è stato introdotto dalla “preghiera” di H. Em. Magnoni Antonio Arcivescovo Legato Pontificio, ha rinnovato ricordi ed emozioni sia ad Enrico Orsini, figlio di Cesare Orsini, fondatore della professione, sia a Virgilio Baresi, Presidente della Fondazione e del convegno, l’Uomo dalla carica “vulcanica” del “dire” e del “fare” che ha condotto l’incontro con l’abilità e l’intelligenza che lo contraddistinguono.

Emozione e commozione hanno suscitato la consegna della bresciana “Vittoria alata” ai veterani Adolfo Cristiano ed Alberto Maselli, di preziose “targhe” all’incomparabile segretaria organizzativa Bruna Cernetti ed al Virgilio Baresi mentre la consegna di un prezioso dipinto, raffigurante Cesare Orsini, consegnato al figlio Enrico è stato il segnale di una “riconoscenza”, carica di affetto, per chi, ha saputo condurre, con convinta fermezza, la “battaglia” per una “professione” per lungo tempo “snobbata” e, talvolta, “umiliata” quando i consulenti venivano chiamati “i marchettari”.

Nella sala gremita vi erano presenze di “elite”: dalle splendide ed affascinanti Signore a rappresentanti del mondo “politico”.

Il V.Presidente della Camera dei Deputati, On. Giovanardi, ha portato il suo saluto caloroso, l’On. Treu, già Ministro del lavoro, ha dato autorevole testimonianza dell’opera della “categoria”, gli On.li Del Bono e Ribecchi hanno rappresentato la “terra bresciana” ed il Sottosegretario di Stato al Ministero di Grazia e Giustizia, On. Avv. Rocco Maggi ha concluso i “lavori” con un intervento “prezioso” sulle libere professioni.

Di eccezionale interesse sono stati gli interventi sulle libere professioni del Dr. Sacchetti, della “Feder Notai”, del Dr. Pocaterra, Vice Presidente della “Consilp”, del Dr. Deiana, rappresentante del “CNEL”, sezione “lavoro”, del Prof. Derme della “UCI”, dell’Arch. Boeri, Presidente del Comitato unitario permanente degli Ordini e Collegi professionali.

Una citazione particolare merita l’intervento di Modesto Bertolli, Presidente dell’Istituto nazionale Revisori Contabili, dall’inconfondibile calore umano, intenso ed unico per un’esperienza di vita che non teme confronti, effervescente nel “dire” e “verace” nei contenuti, il quale ha rivendicato la valenza del singolo professionista, il suo dovere di una preparazione profonda ed aggiornata, il necessario costume dell’onestà, della serietà e della correttezza: in sintesi, nel professionista deve essere sempre presente l’Uomo con tutta la sua “umanità”.

La Confederazione Unitaria dei Giudici Italiani Tributari (C.U.G.I.T.) ha avuto l’onore di essere invitata in ragione di una comunanza di intenti intellettuali e morali che la legano alla “Fondazione”: l’hanno rappresentata il Segretario generale Franco Antonio Pinardi ed i due V.Presidenti nazionali Salvatore Gallo e Francesco Trovato, il quale nel suo intervento ha sottolineato la “carica umana” dei gloriosi ricordi, l’importanza morale e sentimentale dei “doni”, l’esigenza che i liberi professionisti, nel solco di una tradizione che loro appartiene, non diventino i fattori della produzione di società di capitali trasformando i loro studi in “aziende commerciali”.