Focus on: A scuola d’attore

Focus on: A scuola d’attore

di maria grazia gregori

Nella magnifica campagna umbra, adagiata di fronte a una natura intatta che sembra spingere all’ascesi, si distende lunga e stretta una casa colonica con granaio e stalla. Arrivarci non è facile lungo i viottoli dove la macchina sobbalza, fra strade sterrate e alberi e prati. In questa casa c’è la sede della Scuola di perfezionamento per attori nata tre anni fa su impulso di Luca Ronconi. Anzi l’edificio appartiene proprio a lui, che vive lì vicino e che nel giro di sei mesi, con l’aiuto di un architetto ma sotto la supervisione del regista (che ci ha messo parecchio del suo, supportato da Regione Umbria, Provincia e Comune di Perugia e da altri importanti sponsor), è stata restaurata, arredata e messa a punto per accogliere attori fra i venticinque e i trentacinque anni che non si accontentano dei risultati raggiunti, che si pongono domande sulla loro professione e che non vanno tanto alla ricerca di una loro identità quanto di un senso del loro passaggio nel mondo della scena.

La casa è assemblata attorno ad ambienti pensati per stare insieme, ha pareti bianche, sedie bianche, letti candidi in camere di una bellezza monacale, comode per due, tre persone. Sono bianchi anche i divani, dove si può chiacchierare o studiare, bianche anche le magnifiche sale di prova, la cucina dove si mangia tutti insieme, maestro, allievi e collaboratori. Uniche macchie colorate una poltrona rosso scuro e una marrone e le grandi cassettiere di legno naturale che dividono gli ambienti. Perché questa casa è un mondo aperto, pensata per una full immersion nel teatro, per un impegno totale che dura dal mattino a sera, quest’anno dal 17 di luglio al 30 di agosto, per 355 ore di lavoro.

Qui dentro Ronconi mette a disposizione il suo tempo, non tanto per cercare con il lanternino un attore per un teatro che non c’è, ma per mettere a punto, migliorare un attore per un teatro che c’è. Del resto è questa la chiave che differenzia il lavoro di Ronconi dai molti seminari e anche dalle utopie. Semmai la sua è un’utopia della realtà, concreta, con i piedi ben piantati per terra: fornire più strumenti possibili ad attori già diplomati in modo da renderli più agguerriti di fronte alle realtà teatrali che si troveranno ad affrontare, rispettando le caratteristiche di ognuno. Malgrado poi, sia pure con qualche civetteria, Ronconi sostenga di non avere un metodo, è indubbio che per tutti i partecipanti a questa sessione della Scuola di perfezionamento lui sia «il» maestro: vigile, generoso del suo tempo ma severo, esigente ma mai castrante, impegnatissimo nel lavoro che conduce con loro, e terribilmente carismatico.

Quest’anno La Scuola di perfezionamento ha mostrato il suo percorso durante una serata andata in scena al Teatro Morlacchi di Perugia: fuori dagli schemi del «fare spettacolo» a tutti i costi ma piuttosto per testimoniare un cammino di approfondimento e le qualità e le eventuali fragilità dei trenta prescelti su 350 che ne avevano fatto richiesta. Il risultato è La mente da sola, raccolta di lettere di personaggi che hanno fatto grande la letteratura, l’arte, il teatro dal Settecento alla seconda metà del Novecento, legate fra loro da Emanuele Trevi.

Dalla poetessa americana Emily Dickinson all’inglese Katherine Mansfield, da Mozart e le sue scandalose lettere alla cugina a Marina Cvetaeva, da Dylan Thomas e Pasternak fino a Bukowski e all’epopea popolare di John Fante, passando per le inquietanti domande sull’arte e la letteratura poste da Artaud a Jacques Rivière, scorre in queste lettere bellissime una vita parallela alla quotidianità, una polifonia del pensiero e della parola mai stonata che cattura malgrado la ragguardevole lunghezza del tutto (quattro ore circa). Un’orgogliosa ma anche sincera dimostrazione di un teatro necessario, di una lotta per l’affermazione dell’intelligenza e delle intermittenze dell’essere. La presenza di Ronconi, il suo evidente piacere a lavorare con i giovani attori in libertà si respira a ogni passo, a ogni gesto dei bravi interpreti di cui è da lodare l’impegno, la profondità, la dedizione al lavoro. E di cui sentiremo sicuramente parlare sia in teatro che al cinema.

(28 settembre 2006)

Nella foto, Luca Ronconi impegnato in una discussione con gli allievi della Scuola di perfezionamento per attori