Bolzano. Niente festa per l’Unità d’Italia, Napolitano bacchetta Durnwalder

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Dora Bognandi

Nel mondo occidentale, da qualche anno il dibattito sulla questione femminile si è fatto meno aspro, almeno dal punto di vista sociale. Nonostante le numerose denunce di disparità nel trattamento delle donne, in vari settori del mondo del lavoro e non, la società contemporanea ha aperto ampi spazi alla presenza femminile. Siamo lontani dall’epoca in cui ci si chiedeva se la donna avesse un’anima. Vi è una maggiore disponibilità a recepire le istanze provenienti dal mondo femminile. Tuttavia le donne forse non riescono ancora a cogliere completamente le occasioni offerte da questa inversione di tendenza. Tracciando a grandi linee il bilancio dell’esperienza femminile, Dora Bognandi Pellegrini mette in luce queste difficoltà. Nella sua analisi ella fa notare che, se non è stato agevole per gli uomini accettare di riconoscere una parità di diritti alla donna, è altrettanto difficile per la donna uscire da una posizione subalterna, per offrire il proprio contributo in modo originale e positivo. Questo processo comporta un’assunzione di responsabilità talvolta dolorosa e implica delle scelte precise per un futuro tutto da costruire.

Dora Bognandi è nata a Piazza Armerina (EN), nel 1949. Le radici avventiste della sua famiglia risalgono alla quarta generazione. Conclude gli studi al liceo classico, frequentato prima in Sicilia, poi a Firenze, proprio negli anni della contestazione giovanile del ’68. Nel 1970 sposa Adelio Pellegrini, futuro pastore, e lo segue in Francia dove quest’ultimo conclude la preparazione teologica. Presso il seminario avventista di Collonges-sous-Salève insegna italiano e latino e, per un anno, svolge l’attività di bibliotecaria dell’istituto. Dal 1972 collabora, come moglie di pastore, con varie comunità avventiste, occupandosi soprattutto dei settori giovanili (Tizzoni, Esploratori). Per sette anni (dal 1987 al 1994) è stata coordinatrice nazionale dell’associazione delle mogli dei pastori avventisti. Dal 1985 lavora per il dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno e, nel 1992, è stata nominata direttore aggiunto. È segretario del consiglio d’amministrazione della Società Biblica in Italia. Vive a Roma e alla domanda «Qual è la tua specializzazione?» risponde decisa: «Essere madre di due splendidi ragazzi».