Ancora un sequestro per il fratello del boss

Ancora un sequestro per il fratello del boss

Cronaca

Una parte dell’immobiliare Gga e la totalità dell’immobiliare S. Maria, sede legale per entrambe via Breda Vignazzi 6 a Brescello, e quattro terreni agricoli in via Per Cadelbosco, sempre a Brescello. Beni, secondo gli inquirenti, riconducibili a Francesco Grande Aracri, finiti sotto sequestro nelle ultime ore assieme a sette appartamenti, otto autorimesse, diversi altri terreni sia agricoli sia edificabili, e due conti correnti bloccati dagli inquirenti tra Suzzara e Crotone. Altri due milioni di euro di patrimonio che, per la Direzione distrettuale antimafia di Bologna, appartengono alla cosca Grande Aracri.

La misura preventiva, ordinata dal presidente del tribunale di Reggio su richiesta del pm Marco Mescolini, è uno sviluppo delle indagini che nel 2013 avevano portato ad un primo sequestro a carico del 61enne fratello del boss Nicolino Grande Aracri, lui stesso condannato in via definitiva per associazione di stampo mafioso. Due anni fa erano infatti stati bloccati beni per tre milioni di euro di proprietà dell’imprenditore edile, e pochi mesi fa era arrivata la confisca di primo grado, contro la quale Francesco Grande Aracri con l’avvocato Alessandro Sivelli ha fatto appello.

Della prima società, la Gga, è stata sequestrata la quota del 20% intestata a Francesco Grande Aracri. Il resto risulta equamente diviso tra altri 4 soci: Giulio Cesare Giara, Giuseppe Grande, Rosario Grande Aracri e Giuseppa Arabia. Dell’Immobiliare S. Maria, invece, è stato posto sotto sequestro il 100% delle quote, che risultano intestate a Salvatore Faragò, un 43enne domiciliato a Cutro. Secondo la procura, la società era gestita formalmente da due prestanome.

Per gli inquirenti Francesco Grande Aracri è un soggetto socialmente pericoloso, elemento apicale dell’articolazione ‘ndranghetista attiva in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto collegata alla cosca Grande Aracri di Cutro e capeggiata dal fratello Nicolino’.