Agricoltura in chiaroscuro

Agricoltura in chiaroscuro

martedì 12 agosto 2003, ore 18.35

Agricoltura in chiaroscuro

E’ stato il Parmigiano a salvare il 2002 dell’agricoltura e della zootecnia reggiana. L’anno scorso, negli allevamenti della nostra provincia, la produzione di latte è aumentata dell’1,3%. Ma la significativa ripresa dei prezzi del Parmigiano-Reggiano ha fatto lievitare da 274 a 302 milioni di euro il valore della produzione. E poichè il latte bovino rappresenta da solo i tre quarti delle produzioni animali, il consuntivo della zootecnia reggiana vede una crescita in valore da 387 a 400 milioni di euro. La produzione di carni bovine si è attestata sulle 32mila tonnellate con prezzi in lieve crescita. Continua invece il crollo delle carni suine. In sette anni la produzione è scesa da 72 a 54mila tonnellate. In valore, l’anno scorso, si è passati da 75 a 59 milioni di euro. Una flessione del 21% causata anche dal pesante calo dei prezzi. Passando all’agricoltura in senso stretto, la situazione resta in chiaroscuro. Il valore complessivo delle produzioni vegetali, a causa delle sfavorevoli condizioni climatiche, si è ridotto del 9% da 231 a 210 milioni di euro. Il comparto più importante, quello dei foraggi, ha chiuso il 2002 in crescita. Molto bene anche le produzioni industriali e oleose, come barbabietola da zucchero, pomodoro, girasole e soia: il valore della produzione è quasi raddoppiato. Stabili i prodotti frutticoli, come mele, pere e pesche, sono invece crollati i ricavi per cocomeri, cipolla, fagioli e piselli. In netta flessione anche i cereali: il valore della produzione di mais, frumento, orzo e avena è sceso da 37 a 32 milioni di euro, a causa di una riduzione della superficie coltivata e della resa unitaria. Un discorso a parte merita la vite. I vigneti reggiani hanno prodotto l’anno scorso 139mila tonnellate di uva, il 31% in meno rispetto al 2001. Ma il binomio buona qualità e ripresa dei prezzi del vino ha regalato notevoli soddisfazioni ai produttori.