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Tubi
prementi
: il trasporto dell'acqua dal mezzo che la fornisce sotto pressione
alle lance che la utilizzano fa a mezzo di tubi flessibili che
debbono rispondere ai requisiti di facile maneggevolezza, di
impermeabilità e di resistenza alla pressione. I tubi
prementi sono generalmente in tessuto di fibra vegetale. La
fibra più comunemente e più convenientemente impiegata
è la canapa della migliore qualità. La tessitura
è tubolare, ottenuta con telai speciali; l’ordito
è formato da un fascio di elementi longitudinali fortemente
tesi e la trama è costituita da un elemento che tesse
avvolgendosi a spirale. Il tessuto è molto battuto al
telaio così da ottenere un serraggio forte degli elementi
al fine di raggiungere il risultato di una perfetta tenuta d’acqua.
I tubi bagnati, in conseguenza all’accorciamento della
fibra, migliorano in generale la loro tenuta. I diametri in
servizio presso il Corpo sono tre: 25, 45, 70 mm e per diametro
di norma si intende il diametro interno misurato a tubo pieno.
I tubi da 70 servono di regola alla formazione delle condotte
dalla pompa all’incendio, e per alimentare direttamente
lance di grande potenza; i tubi da 45 per formare sull’incendio
condotte di alimentazione delle lance di piccola potenza; i
tubi da 25 per formare condotte alimentate da pompette a mano
monocilindriche o da estintori idrici su carrello. |
Tubo
con raccordi da 70 mm |
Tubo
con raccordi da 45 mm |
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Tubi
aspiranti
: mentre i tubi prementi o di mandata sono fabbricati in modo
da resistere alla pressione che si esercita dall’interno
verso l’esterno, i tubi di aspirazione debbono invece
resistere alla pressione atmosferica esterna che tende a schiacciarli
quando nel loro interno le pompe, aspirando, formano il vuoto.
I requisiti dei tubi d’aspirazione sono: presentare un’assoluta
impermeabilità tanto all’acqua quanto all’aria;
resistere alla pressione atmosferica esterna,; essere abbastanza
flessibili e maneggevoli; avere buona durata. Un tubo d’aspirazione
è formato da strati alternati di tessuto gommato e di
gomma che complessivamente formano uno spessore di 6-12 mm a
seconda del diametro. Una spirale di grosso filo d’acciaio
zincato con passo 2-3 cm ne costituisce l’armatura interna,
mentre una funicella i ferro ritorta pure zincata, avvolta a
spirale con lo stesso passo all’esterno, ricalca fortemente
il tubo sulla spirale interna. I diametri dei tubi variano in
relazione con la portata delle pompe a cui sono destinate e
vanno da 70 mm per pompe 300-500 litri al minuto a 150 mm per
pompe da 5000 litri al minuto. |
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| Divisori
: per le necessità dello spegnimento degli incendi si richiede
spesso che una tubazione da 70 mm, giunta ai piedi dell’incendio
si suddivida per alimentare due tubazioni da 70 o più tubazioni
da 45 che fanno capo alle lance. Due sono i tipi più comuni
di divisori: divisore a due vie dal 70 al 70, Divisore a tre vie
dal 70 al 45. |
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Divisore
70/45 con raccordo "Storz" |
Divisore
70/45 con raccordo "Vite" |
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| Collettori
: talvolta sugli incendi può interessare riunire due o più
condotte da 70 per alimentare un’unica lancia ed ottenere
così un getto di particolare potenza. A tale fine servono
i collettori. |
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Collettore
70/70 con raccordo "Storz" |
Collettore
70/70 con raccordo "Vite" |
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la lancia
da incendio è quell’organo che
,applicato all’estremo di una condotta, serve per trasformare
progressivamente la pressione residua dell’acqua in velocità,
sa da ottenere un getto d’acqua efficiente e facilmente
maneggevole ai fini dello spegnimento degli incendi. Ogni lancia
è formata da:
1)
raccordo femmina di base che ne permette il collegamento con
la tubazione.
2)
corpo metallico tronco conico che, partendo dal raccordo di
base, termina , rastremandosi gradatamente, ad una ghiera filettata
che porta il bocchello.
3)
bocchello destinato alla formazione di un getto regolare.
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| Portalancia
:
Attrezzo utilissimo quando si debba proiettare a lungo l'acqua
sopra un fabbricato, su cataste di legname, su masse di fieno
o si paglia, ecc. Esso, oltre ch evitare la pericolosa e talvolta
insostenibile posizione di un uomo molto vicino al fuoco, permette
di situare la lancia assai prossimamente al fuoco, o , comunque
in modo da sfruttare al massimo il getto. L'inclinazione della
lancia è regolabile, il portalancia sostiene qualsiasi
spinta della tubazione. |
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| Macchina
Legatubi :
apparecchi molto utile per la manutenzione dei tubi. Esso serve
per fissare i raccordi metallici alle estremità dei tubi
di canape, mediante una legatura facile ad ottenersi e molto accurata.
L'apparecchio viene applicato con un perno a sfere sopra un robusto
cavalletto di legno; una crocera permette, con l'uso di apposite
manopole, di procedere manualmente alla rotazione necessaria per
la legatura. La crocere porta un rocchetto di filo di acciaio
zincato e due carrucole metalliche che servono a tenere il filo
durante la legatura; il tubo ed il relativo raccordo vengono applicati
al sostegno tubolare centrale. |
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Reggitubo
: fascia
di canapa, anello e gancio di ferro per scaricare sull'ancoraggio
il peso del tubo pieno d'acqua e permettere maggiore mobilità
all'operatore. |
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| Fascette
serratubi
: sono bende in tela di canapa con le quali si fascia la tubazione
dove presenza fori, al fine di contenere in certa misura la perdita
d'acqua e soprattutto di impedire che lo zampillo rechi molestiastrisce
di juta con un fermo in bronzo che strette intorno ai tubi prementi
servono come rattoppo per i tubi rotti. |
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Serbatoi
di tela :
accadeva spesso, ai tempi delle pompe a vapore, di trovarsi in
zone prive di rogge da cui pescare l'acqua, ciò implicò
la creazione di questi serbatoi di tela con telaio scomponibile
in ferro, che venivano riempiti con secchi e permettevano l'alimentazione
delle pompe. Anche oggi queste vasche, perfezionate e non più
in tela, vengono utilizzate in grossi incendi come alimentazione
per le motopompe o come serbatoi per caricare gli elicotteri. |
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| Secchi
di tela : |
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| Zoccoli
: in legno, servono per essere posti ed assicurati con cinghiette
ai tubi di pressione e di aspirazione in prossimità della
pompa per impedire il logorio dei tubi stessi causato dalla vibrazione
della pompa. Paraspigoli
: sono costruiti in maniera analoga agli zoccoli, soltanto
sono sagomati in modo da essere sottoposti ed assicurati alle
tubazioni in corrispondenza a spigoli vivi di parapetti per impedire
strozzature nella tubazione. |
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Chiavi
per tubi :
in coppia, vengono utilizzate per stingere al meglio i raccordi
delle tubazioni aspiranti e di quelle prementi. Nel primo caso
permettono di risurre le infiltrazioni di aria che rendono difficoltosa
la creazione della depressione, nel csecondo caso riducono le
fuoriuscite di acqua dai racordi che abbassano il rendimento della
tubazione. |
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1928
Chiave per tubazioni aspiranti "FIAT" |
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| Lancia
da 45 mm a getto variabile con raccordo "Italia" |
Lancia
da 45 mm a getto variabile con raccordo "Italia" |
Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Storz" |
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| Lancia
da 45 mm a getto fisso con particolare raccordo "Vite" |
Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
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| Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
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| Lancia
da 45 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
Lancia
da 70 mm a getto fisso dalla ditta Cederna con raccordo
"Vite" |
Lancia
da 70 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
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| Lancia
da 70 mm a getto fisso in Alluminio con raccordo "Vite" |
Lancia
da 25 mm a getto fisso con raccordo "Vite" |
Lancia
da 45 mm a getto variabile stile americano con raccordo
"Vite" |
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| Lancia
a mitra per tubazione 45 mm |
Lancia
schiuma /variabile per tubazione 45 mm con 4 tipi di getto |
Lancia
per tubazione ad alta pressione |
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1930 |
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| Secchi
di tela : |
1930 |
1930 |
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1930 |
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1930 |
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Chiave
per tubi aspiranti :
in coppia serve per stringere
al meglio i tubi di aspirazione e permettere la creazione della
colonna. |
1928 |
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Le
scale costituiscono in importante voce nel quadro dell'attrezzatura
dei Corpi dei Vigili del Fuoco, essendo le manovre di salvataggio
e di spegnimento incendi strettamente legate all'impiego di tali
mezzi: le scale a mano comunemente impiegate sono: |
Scala
Italiana :
è una scala in quattro tronchi tra loro congiungibili,
di cui tre perfettamente uguali ed un quarto più corto.
Completamente composta, la scala pesa circa 55 Kg e misura la
lunghezza di 10,33 m. Pertanto il limite del suo impiego corrisponde
all'altezza di un secondo piano. Data la possibilità di
impiego dei pezzi sia separati, sia tra loro variamente congiunti,
la scala si presta a soddisfare le esigenze di impiego tanto all'esterno
quanto all'interno degli edifici. La scala di regola è
composta e scomposta in appoggio ad una parete con manovra particolare;
in caso di impedimenti che non consentissero tale manovra, la
scala può anche essere composta orizzontalmente d elevata
poi a braccia verticalmente per prendere appoggio nel punto desiderato.
La scala prende appoggio sul terreno normalmente a mezzo di un
piede applicato alla base di uno dei tre tronchi lunghi. Il legname
normalmente impiegato per la costruzione degli staggi è
abete di prima qualità,per la costruzione dei gradini si
adopera frassino o robinia. I gradini a sezione rettangolare sono
incastrati negli staggi e fissati con colla e cunei. Le bussole
sono in profilato di acciaio dolce con gola in lastra di rame
e massello terminale di riempimento in ferro. Il passo è
di 27 cm come nelle altre scale a mano. |
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Scala
a Sfilo : è
costituita da tre tronchi sovrapposti, i cui montanti sono in
traliccio di legno. Sul primo tronco scorre il secondo e su questo
il terzo. Lo scorrimento è operato da una fune metallica
che, assicurata alla base del terzo tronco, passa nella gola di
una carrucola fissata all'estremità del secondo tronco
e scende ad avvolgersi su un verricello collegato alla parte bassa
del primo tronco ed azionato a mano da una manovella. Il secondo
ed il terzo tronco sono provvisti alla base di saltarelli i quali,
sviluppata la scala, prendono appoggio su un gradino del pezzo
precedente disimpegnando dalla tensione la fune metallica. Il
verricello alla sua volta è munito di arpionismo di sicurezza. |
1936 |
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Scala
a Ganci : serve
per dare la scalata agli edifici dall'esterno utilizzando la successione
di finestre, di balconi o di altri appigli che non mancano mai
un edificio. Essa è relativamente leggera (circa 13 Kg)
e maneggevole. l'apertura dei ganci è di 38 cm. Qualora
il davanzale sia di lunghezza superiore all'apertura dei ganci,
la scala può essere ugualmente impiegata, potendo i ramponi
lavorare di punta, purché ne sia impedito lo sganciamento
dal corrente inferiore del telaio della finestra. La scala ha
la lunghezza di 4,85 m, ciò che permette il passaggio da
un piano all'altro in ogni tipo di edificio. i due montanti sono
in frassino o e distano tra loro di 17 cm. I montanti sono muniti
a conveniente altezza di ponticelli distanziatori che tengono
la scala discosta dalle pareti quel tanto che consente al piede
di prendere sicuro appoggio sui gradini. La scala può essere
formata o in un pezzo unico o in due pezzi congiunti da snodo
a cerniera. |
da
Lavoro |
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Scala
Americana :
le condizioni di impiego di
questa scala sono analoghe a quelle indicate per la scala a ganci.
Ma la scala Americana ne differisce grandemente per gli elementi
costruttivi. Essa pesa circa 11 kg, è formata da un unico
montante centrale di sezione quadrata con spigoli smussati composto
da due elementi che serrano i gradini foggiati a doppia mensola
e fissati mediante bulloni. Il passo è di 27 cm. Al montante
sono applicati due ponticelli distanziatori. Il rampone è
in acciaio dolce, del peso di 5 kg, ha sagoma rettilinea con dentatura
mordente e termina con un piccolo piegamento ad uncino; presenta,
in corrispondenza dell'attacco al montante, un ansa per meglio
adattarsi alla sporgenza esterna dei davanzali; a quest'ansa il
Vigile si assicura col moschettone del cinturone. |
1936 |
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Telo
da Salto :
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| Il
cinturone è un elemento indispensabile per il vigile e
gli permette di assicurarsi all'estremità della scala o
a qualunque appiglio sicuro permettendo di avere libere entrambe
le mani per compiere lavori o maneggiare la lancia. Il cinturone
veniva utilizzato anche come mezzo di evaquazione tramite funi. |
| Cinturone
da Salvataggio (1912-1960)
:
Costituito da una robusta facia di tessuto pesante speciale
alto 10-12 cm i cui estremi sono rafforzati con lastra di
cuoio su cui sono cuciti e chiodati, con chiodi di rame, i
cinturini per l'affibiamento. a circa 1/4 della sua lunghezza
è applicato, su un rinforzo di cuoio serrato tra due
piastre metalliche, un robusto occhiolo a perno girevole avente
l'estremo del gambo ribattuto a testa di fungo; in tale occhiolo
è infilato il moschettone di sicurezza alto circa 12
cn con chiusura ad incastro o coda di rondine. A metà
lunghezza del cinturone, è applicato talvolta un robusto
anello che serve per assicurare con fune il Vigile in determinate
manovre pericolose. Altri piccoli anelli servono per fissare
in orizzontale il moschettone di sicurezza, per appendere
il piccozzino, ecc. |
1912-60 |
1924-36
S.A Difesa Incendi |
1912-24
Civici Pompieri Cederna Monza |
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| Cinturone
da Manovra :
in
fortissimo cuoio naturale, fibbia in ottone placcato; anello in
acciaio fissato con rinforzi in rame; gancio a molla. Da utilizzarsi
per il montaggio scale a gancio americane. |
1924-36
S.A Difesa Incendi |
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Cinturone
di Sicurezza (1960-1990)
:
costituito
in primo luogo da una cintura realizzata una
robusta facia di tessuto pesante.
La cintura circonda il corpo dell’utilizzatore sostenendolo
ed è collegata a un moschettone connettore, in lega leggera
di alluminio, che ha la funzione di fissare saldamente l’utilizzatore
al punto di ancoraggio. La chiusura del moschettone è assicurata
da un sistema a doppia sicurezza, con levetta e molla di richiamo
automatico e con fermo di sicurezza a ghiera ad attivazione manuale,
che si avvita sull’estremità aperta del moschettone
stesso. Due anelli a “D” in lega leggera sono situati
uno posteriormente ed uno lateralmente a sinistra: il primo consente
la trattenuta posteriore dell’utilizzatore da parte di un
secondo operatore, mentre il secondo collega il moschettone connettore
alla cintura mediante una staffa provvista di spinotto di chiusura
a scomparsa. Completano il dispositivo una fibbia e una controfibbia
in acciaio cadmiato, che permettono la chiusura del cinturone
intorno alla vita dell’utilizzatore, e due passanti, anch’essi
in acciaio cadmiato: uno dei due è fisso e serve a regolare
l’extra-lunghezza della cintura, mentre l’altro è
mobile e provvisto di un moschettoncino ad occhiello girevole
e serve a supportare la piccozza o altri utensili.
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Cinturone
di Sicurezza (1990-2006)
: costituito
in primo luogo da una cintura realizzata in nastro di elastomero
armato in kevlar rivestito con strato di Nomex III, che ha un
ottimo grado di reazione al fuoco (classe I). La cintura circonda
il corpo dell’utilizzatore sostenendolo ed è collegata
a un moschettone connettore, in lega leggera di alluminio, che
ha la funzione di fissare saldamente l’utilizzatore al punto
di ancoraggio. La chiusura del moschettone è assicurata
da un sistema a doppia sicurezza, con levetta e molla di richiamo
automatico e con fermo di sicurezza a ghiera ad attivazione manuale,
che si avvita sull’estremità aperta del moschettone
stesso. Due anelli a “D” in lega leggera sono situati
uno posteriormente ed uno lateralmente a sinistra: il primo consente
la trattenuta posteriore dell’utilizzatore da parte di un
secondo operatore, mentre il secondo collega il moschettone connettore
alla cintura mediante una staffa provvista di spinotto di chiusura
a scomparsa. Completano il dispositivo una fibbia e una controfibbia
in acciaio cadmiato, che permettono la chiusura del cinturone
intorno alla vita dell’utilizzatore, e due passanti, anch’essi
in acciaio cadmiato: uno dei due è fisso e serve a regolare
l’extra-lunghezza della cintura, mentre l’altro è
mobile e provvisto di un moschettoncino ad occhiello girevole
e serve a supportare la piccozza o altri utensili. |
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Discensore
: apparecchio poco ingombrante
con l'aiuto dei quali il Vigile può, in caso di necessità,
a mezzo di un cordino di piccolo diametro raggiungere terra da
solo. Il principio funzionale dei discensori è di solito
il seguente: il cordino, a mezzo del quale bisogna eseguire la
discesa, passa entro un dispositivo il quale, applicato di regola
all'anello o al moschettone del cinturone di sicurezza o assicurato
ad un appiglio del fabbricato, svolge un azione frenante la cui
intensità è regolata dallo stesso vigile, il quale
pertanto può a piacere scendere velocemente o lentamente
od anche arrestarsi a qualunque altezza. |
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Gli
estintori sono mezzi coi quali si ottiene lo spegnimento di principi
d'incendio meccanicamente, soffocando o sottraendo calore all'incendio.
esistono vari tipi di mezzi di spegnimento oltre ai tipi ci secchi
d'acqua o coperte antifiamma. |
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| Estintori
Idrici
: sono essenzialmente costituiti da un recipiente
cilindrico di determinata capacità che contiene acqua per
circa 4/5 del suo volume. L'acqua per mezzo di un ugello o di
una piccola lancia viene proiettata sotto pressione sull'incendio.
La pressione di lancio può essere generata in modi diversi:
meccanicamente per mezzo di una pompa ad aria ovvero con una bombola
di aria compressa. o chimicamente , a mezzo di una reazione chimica
che sviluppa anidride carbonica. |
1932 |
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Pompette
Monocilindriche
: sono
mezzi molto semplici costituiti da una pompetta a stantuffo munita
di abbondante cassa d'aria regolatrice della continuità
del moto dell' acqua e installata in un recipiente, della capacità
di 40-50 litri, che funziona da serbatoio di alimentazione. L'acqua
messa in pressione raggiunge a mezzo di tubo flessibile da 25
mm la piccola lancia. La potenza della pompetta può paragonarsi
a quella di un estintore idrico a spalla, col vantaggio che il
suo funzionamento può praticamente dirsi illimitato una
volta che a mezzo di secchi sia assicurato il rifornimento del
serbatoio di alimentazione. |
1920 |
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1940 |
1940 |
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Estintori
a Tetracloruro di Carbonio
: questi estintori sono costituiti
da un recipiente cilindrico contenente tetracloruro che viene
messo in pressione con una pompetta a mano , ed esce da un ugello
applicato all'estremità di un tubo pescante. questo liquido
è un ottimo isolante perciò è particolarmente
adatto per lo spegnimento di incendi di macchine elettriche. |
1948 |
1948 |
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Estintori
a Schiuma Chimica : il
principio su cui si basano è il seguente: mescolando tra
loro due liquidi costituiti l'uno da una soluzione in acqua solfato
di allumina, l'altro di bicarbonato di potassa e di liquirizia
in polvere, si forma una vivace reazione con sviluppo di anidride
carbonica e formazione di una densa schiuma brunastra; se la reazione
avviene dentro al recipiente chiuso, l'anidride carbonica sviluppata,
oltre a concorrere alla formazione della schiuma, si raccoglie
nella parte superiore del recipiente dove entra in pressione ed
espelle la schiuma proiettandola a distanza. Costruttivamente
l'estintore è composto da due recipienti distinti: uno
grande che costituisce il corpo propriamente detto dell'estintore,
l'altro piccolo che s'alloggia entro il primo ed è chiuso
da un tappo a vite che fa parte dell'otturatore dell'estintore.
Nel recipiente grande si pone la soluzione in acqua del bicarbonato
e della polvere di liquirizia; nel recipiente piccolo la soluzione
in acqua di solfato di allumina. Si applica l'otturatore a vite
chiudendo a vite il tappo del recipiente minore. Un ugello del
diametro di 6-7 mm., sprovvisto di rubinetto di chiusura, si trova
nella parte alta dell'estintore: ne consegue che l'estintore deve
essere mantenuto in posizione verticale. Volendolo impiegare,
prima si apre il tappo a vite, poi si capovolge l'apparecchio
e dall'ugello uscirà la schiuma sotto pressione. |
1925 |
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| 1930 |
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Estintore
a Polvere : costituito
da un recipiente contenente la miscela di bicarbonato e polvere
inerte, che porta affiancata una bomboletta di Anidride Carbonica
che serve per l'espulsione violenta della miscela stessa, ottenendo
così il vantaggio di unire all'azione di soffocamento anche
l'azione meccanica di spegnimento per violento spostamento d'aria. |
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Estintore
a Polvere da lancio : costituito
da un tubo ad apertura conica munito alla base di impugnatura
ed in prossimità della bocca superiore di una griglia a
larghe maglie che assicuri la disgregazione della polvere all'uscita. |
1940 |
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Bombe
Pirofughe : sono
piccoli mezzi di spegnimento che sfruttano, come taluni estintori,
l'effetto meccanico di spegnimento prodotta dal violento spostamento
d'aria, ed in via secondaria l'azione di soffocamento del liquido
ignifugo o l'effetto di piroscissione della sostanza speciale
in polvere, di cui la bombola sia stata caricata. Un tipo di bomba
pirofuga è costituito da un involucro leggero di carta
contenente una buona carica di bicarbonato di soda; al centro
è posta una piccola carica di polvere nera munita di miccia
che sporge all'esterno della bomba. Allorchè il fuoco incendia
la bomba, questa fa esplodere la bomba col risultato di un violento
spostamento d'aria e della proiezione in ogni direzione del bicarbonato
che forma una densa nube che si abbassa poi a ricoprire ogni cosa. |
1940 |
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Estintore
a neve di Anidride Carbonica
: questi
estintori sono essenzialmente costituiti da una bombola contenente
Anidride Carbonica liquida. Una valvola, munita di tubetto pescante,
comanda l'apertura della bombola: il liquido, spinto dalla pressione
interna, sale dal pescante, invade il tubetto flessibile e raggiunge
il diffusore della lancia dove, sfociando all'aperto, una parte
evapora istantaneamente provocando un raffreddamento così
intenso, che solidifica l'altra parte trasformandola in una massa
solida nivea leggera detta neve carbonica. questa neve si adagia
sui corpi che bruciano, si trasforma rapidamente in gas sottraendo
calore; poi il gas essendo più pesante dell'aria circonda
i corpi infiammati e li spegne per soffocamento. |
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Lancia
Schiuma Meccanica "Cometa"
: la
lancia è formata da un elemento di base a tubo tronco conico
in prolungamento del quale è un tratto di tubo cilindrico.
Alla base è fissato un gruppo costituito dai seguenti elementi:
raccordo femmina per tubi da 70 con filtro, tre ugelli disposti
a 120° opportunamente orientati ad elica, un ugello centrale
provvisto di elichetta, un raccordo per il tubo adduttore dello
schiumogeno munito di valvola di regolazione a mano. L'acqua,
fornita da una pompa a buona pressione, giunge e si divide in
4 condotti: tre vanno agli ugelli periferici, dai quali l'acqua
esce con moto elicoidale che genera un turbine che avanza lungo
la parete conica della lancia richiamando energicamente una corrente
d'aria dalle ampie feritoie esistenti alla base della lancia;
il quarto attraversa l'asse del sistema e l'acqua scorrendo in
esso funziona da iniettore richiamando dal tubo adduttore una
certa quantità di schiumogeno che uscendo dall'ugello con
elichetta va a mescolarsi con l'acqua che esce dagli ugelli periferici,
formando così una schiuma densa che esce a forte velocità
dall'estremità del tubo cilindrico.
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1945 |
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Zainetti
per trasporto Schiumogeno : questi
zainetti servivano per trasportare lo schiumogeno liquido sull'incendio
dove veniva mescolato meccanicamente, tramite l'utilizzo di lance
speciali, e utilizzato per soffocare l'incendio. |
1946 |
1950 |
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Generatore
di Schiuma Chimica :
Questo attrezzo genera la schiuma
per mezzo della polvere schiumogena. E' un apparecchio funzionante
come un iniettore, nel quale la depressione prodotta dal passaggio
dell'acqua è sufficiente per aspirare la polvere contenuta
nell'apposita tramoggia, che, miscelandosi con l'acqua in movimento,
determina la produzione della schiuma. |
1920 |
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Evidente
è l'importanza che hanno i mezzi di illuminazione nel nostro
servizio: la buona riuscita delle operazioni di soccorso nella
notte o in locali privi di luce dipende spesso dall'efficienza
del servizio di illuminazione di cui si dispone. I mezzi d'illumninazione
possono distinguersi in: |
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Lanterna
a Candela
: per
quanto sia un mezzo antiquato, e di scarsa efficienza luminosa,
pure può rendere servigi come mezzo di segnalazione di
percorsi obbligati o di punti pericolosi. E' utile anche per saggiare
le condizioni di respirabilità dell'aria in pozzi, cisterne,
ecc. E' di solito di forma parallelepipeda con tre o quattro facce
laterali in vetro. |
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Lanterna
a Olio o a Petrolio
: Sono
costituite da un serbatoio, da una lanterna con vetro e dal telaio
di protezione e di sostegno. Producono una luce assai viva ed
inoltre possono accendersi automaticamente mediante la semplice
apertura del rubinetto che serve a regolare l'intensità
della fiamma. |
a
Petrolio |
a
Petrolio |
a
Benzina |
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Torcia
ad Acetilene : Rappresenta
un miglioramento nell'utilizzo del gas acetilene come mezzo di
illuminazione, in quanto sono eliminati i gasogeni che sono ingombranti
ed il cui funzionamento non è sempre perfetto. Si tratta
di una bombola cilindrica d'acciaio lunga circa 1,20 me di diametro
di 4-5 cm terminante inferiormente con un robusto puntale che,
in terreno molle, può essere piantato nel suolo. La bomboletta
contiene una massa porosa imbevuta di acetone il quale sotto la
pressione di 18.20 atm tiene in soluzione circa 150 litri di gas
acetilene.La bombola termina superiormente con un collare che
comanda la valvola che, a mezzo di un sistema di viti differenziali,
regola l'uscita del gas dal beccuccio per l'accensione. |
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Le
comuni lampade elettriche a mano, rappresentano l'apparecchio
per illuminazione più pratico e frequentemente usato. Queste
lampade consistono essenzialmente in una coustodia metallica contenente
una batteria di accumulatori al piombo o al ferro-nichel. Anteriormente
recano un piccolo proiettore e, superiormente, un interruttore
per comandare l'accensione e lo spegnimento della lampada.Sono
inoltre da considerarsi delle lampade di sicurezza, purché
si abbia l'avvertenza si farne l'accensione e lo spegnimento all'esterno
dei locali ritenuti pericolosi. |
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Lanterna
elettrica di sicurezza :
Adatta per accedere a depositi di esplosivi, materie infiammabili,
ecc. Completamente in metallo, con accumulatori alcalini ed elettrodi
di cadmio nichel, 1,6 Volt, o,5 Ampere. |
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La
maschera è di solito costituita da un facciale che racchiude
bocca, naso e occhi, isolandoli dal contatto diretto con l'aria
dell'ambiente. Il facciale può essere in metallo con guarnizione
di gomma, in gomma, in tessuto gommato o in cuoio. Del facciale
importanza grande ha la modellatura: quanto più essa è
ben fatta, tanto più la maschera aderisce al volto rendendo
minore il cosiddetto spazio nocivo cioè quel volume d'aria
viziata che inevitabilmente rimane tra il volto e la superficie
interna del facciale. Al facciale sono saldamente assicurati a
perfetta tenuta gli occhiali che di solito sono di vetro. Per
evitare il loro appannamento, si applica sulla loro superficie
interna, fissato da una molletta circolare, un disco di gelatina
antiappannante. Nella parte bassa del facciale è saldamente
applicato , pure a perfetta tenuta, il raccordo unificato di tipo
universale che permette alla maschera di congiungersi tanto ai
filtri quanto agli autoprotettori. I facciali sono di solito muniti
lungo tutto il loro contorno di guarnizione per migliorarne la
tenuta. Al facciale stesso sono applicati anche cinque nastri
elastici tenditori registrabili che si riuniscono dietro la nuca
e con la loro opportuna registrazione si ottiene il risultato
dell'uniforme aderenza del facciale al volto. |
1933
Maschera M 33 I.A.C. |
1935
Maschera T 33 PIRELLI |
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1935
Maschera Pir. 35 PIRELLI |
1935
Maschera T 35 SUPERGA |
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1935
Maschera T 35 PIRELLI |
1937
Maschera PIRELLI SR |
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1937
Maschera PIRELLI SR |
1939
Maschera
RS 38 SPASCIANI |
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1939
Maschera Mod. Rifugio LB/VN PIRELLI |
1940
Maschera PC 40 PIRELLI |
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1940
Maschera PIRELLI |
1959
Maschera SUPER 53 SPASCIANI |
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1959
Maschera 747 AUER |
1963
Maschera C 60 PIRELLI |
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1963
Maschera C 60 PIRELLI |
1971
Maschera C 60 PIRELLI |
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1990
Maschera C 607 PIRELLI |
1990
Polimask PIRELLI |
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1990
Polimask PIRELLI |
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Sono
solo alcuni dei portamaschere che si sono susseguiti negli anni.
I primi due addirittura, muniti di tracolla, servivano come porta
filtro universale pendente, per lasciare libere le mani del vigile. |
| in
metallo Per Maschera 747 AUER |
in
metallo Per Maschera T 33 PIRELLI |
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| in
tela Per Maschera PC 40 PIRELLI |
in
tela Per Maschera RS 38 SPASCIANI |
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| in
tela Per Maschera T35 SUPERGA E Pir 35 PIRELLI |
in
tela Per
Maschera M 33 I.A.C. |
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| in
cuoio |
in
cuoio |
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La
maschera col filtro si impiega quando, disponendo di filtro adatto,
si vuol purificare l'aria da respirare da una determinata sostanza
nociva che la inquina: ne consegue che due sono le condizioni
fondamentali per l'impiego della maschera a filtro:
1)
disporre del filtro giusto per il materiale tossico in questione
2)
che l'aria inquinata contenga ossigeno in quantità non
inferiore al 13 %. Prima di applicare la maschera al filtro è
necessario inserire tra maschera e filtro in pezzo speciale che
porta il gruppo delle valvole di inspirazione e di espirazione

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Filtri
gas per maschere
: come
già detto sopra ne esiste uno diverso a seconda del gas
tossico presente nell'aria. per facilitarne la scelta a ogni gas
corrisponde un colore di filtro.
Ammoniaca,
Anidride Solforosa,
Universale,
Gas e Fumi D'Incendio,
Gas Acidi,
Anidride Carbonica |
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| Filtri
per esercitazioni :
sono speciali filtri da applicare
alla maschera che simulano il filtro o l'autoprotettore rendendo
più difficile la respirazione. Venivano utilizzati per esercitare
i vigili all'uso delle maschere senza tuttavia sprecare i filtri. |
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Reagenti
per Gas Tossici
: queste
ampolle di vetro vengono utilizzate per scoprire quale gas tossico
è presente nell'aria per poi scegliere il filtro migliore.
Anche di queste provette c'è nè una diversa a seconda
del gas e sono distinte per colore:
Anidride
Carbonica (CO2),
Anidride Carbonica (CO2),
Ossido di Carbonio (CO),
Benzene (C6H6),
Poliestere,
Ammoniaca (NH3),
(KW),
Toluene (C6H5CH3),
Solfuro |
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Sacca
attrezzi per manitenzione maschera
: in
questo sacchettino sono contenuti i dischi antiappannanti per
gli oblo delle maschere, straccetti antiappannanti e guarnizioni
di ricambio. |
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Sono
apparecchi che rendono la respirazione indipendente dall'aria
esterna non permettendo scambio alcuno con l'ambiente. Il circuito
di respirazione è con essi chiuso e la quantità
d'aria in ciclo è costante. Questi autoprotettori hanno
il doppio compito di depurare l'aria espirata assorbendo l'anidride
carbonica ed il vapore acqueo, e quello di rigenerare successivamente
l'aria stessa somministrandole di volta in volta la quantità
ossigeno assorbita dai nostri polmoni in modo che essa ritorni
alla sua composizione normale. |
1937
Autoprotettore
Pirelli Mod. 120 con maschera e capsula depuratrice |
1940
Autoprotettore
Pirelli Mod. 165 con maschera e capsula depuratrice |
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Questi apparecchi sono così chiamati perchè l'aria
espirata và dispersa nell'ambiente. essi sono costituiti
da una o piu bombole in acciaio con copacità di 3-6 litri
caricate con una pressione di 200 atm. La bombola è fissata
ad un intelaiatura metallica o plastica con sistema di regolazione
a base di spallacci e cinghie. Inizialmente questi autoprotettori
erano a depressione; cioè l'aria nella maschera arrivava
solo quando richiesta dallla respirazione del vigile mantre quelli
moderni sono del tipo a" sovrappressione" ovvero e sempre presente
in maschera aria, cio' rappresenta una sicurezza in piu' per il
vigile in caso di ansia, affaticamento, e completo isolamento
da agenti esterni. |
Autoprotettore
RB 1200 P a depressione |
Autoprotettore
PIRELLI CA 65/1200 |
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Sono
apparecchi che rendono la respirazione indipendente dall'aria
dell'ambiente, poichè somministrano aria pura presa dall'esterno.
Sono costituiti da maschera o elmo speciale, collegati con tubo
corrugato ad un sacco polmonare assicurato alla cintura, alimentato
a sua volta da un tubo flessibile armato, che fa a capo ad un
apparato soffiante costituito da un mantice a doppio effetto o,
nei più moderni, da un ventilatore che attinge aria dall'esterno. |
1910
Apparecchio Giesberg. Rifornimento di aria dall'esterno
a mezzo di pompa ad aria con stantuffo a stelo verticale |
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| Capra
:
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| Paranco
:
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| Piccozzini
: inseparabili compagni del vigile del fuoco negli ultimi anni hanno
perso gran parte del loro senso pratico e sono diventati perlopiù
un ornamento per la divisa e per l'autopompa. |
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| Accetta
con taglio e scalpello |
Piccozino
modello "Miano" a taglio e zappa |
Piccozino
modello "Milano" a taglio e Scalpello |
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| Piccozino
modello "Milano" a taglio e Scalpello |
Piccozino
modello "Milano" a taglio e Scalpello |
Piccozino
modello "Milano" a taglio e martello con prolungamenti
metallici per rinforzo dei manici |
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| Piccozino
modello "Milano" a taglio e Scalpello con prolungamenti
metallici per rinforzo dei manici |
Piccozino
modello "Milano" a taglio e Scalpello con prolungamenti
metallici per rinforzo dei manici |
Piccozino
modello "Milano" a taglio e Scalpello con prolungamenti
metallici per rinforzo dei manici |
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| Trapano
a mano |
Tronchese |
Tenaglia |
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Tenaglia |
Taglia
Fieno |
Segacci
a lama flessibile |
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|
Segacci
a lama flessibile |
Sega
ad Arco |
Accetta |
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. |
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| Scure |
Scure |
Scure |
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Scure |
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Rampinera
a barra rettilinea :
Particollarmente conveniente
per rastrellare il fondo regolare di specchi d'acqua piuttosto
estesi. |
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Rampinera
circolare : Adatta
a ricerche in pozzi o in specchi d'acqua limitati o a fondo molto
irregolare. |
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Salvagente
Pirelli "T.M.I.E.":
Giubbetto in cotone imbottito.
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Salvagente
Pneumatico Pirelli "IOTUS":
gonfiato ad aria in pressione,
era in dotazione al corpo nazionale sia come dispositivo di salvataggio
per i vigili che per le persone da soccorrere. |
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Rampone
a Coda di Rondine |
Rampone
"Mezzo Marinaio" |
Graffio
Tridente |
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E'
sempre stata importante negli anni la possibilità di comunicare
con la stazione centrale o con le differenti squadre, per questo
motivo si è semre ricorso ad apparati per la comunicazione
radio rice-trasmittenti. Le due tipologie principali sono quelle
veicolari, montate sugli automezzi e da essi alimentate e le portatili
inizialmente grosse in ingombranti "campali" poi negli
anni sempre più "portatili" autoalimentate da
batterie portatili. |
Apparato
telefonico Tipo GA MOD 1931 |
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Apparato
Radio Veicolare PRODEL Transistor 60-7 5 canali + Ripetitore |
Apparato
Radio Veicolare PRODEL Transistor 60-7 6 canali |
Apparato
Radio Veicolare PRODEL Transistor 60-7 12 canali |
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Apparato
Radio Veicolare PRODEL Transistor 66-7 24 canali |
Apparato
Radio campale PRODEL Transistor 60-8 5 canali |
Apparato
Radio campale PRODEL Transistor 65-8 24 canali |
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Microfono
a cornetta |
Microfono |
Microfono |
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Altoparlante |
Custodia
Apparato Radio campale PRODEL Transistor 60-8 5 canali |
Custodia
Apparato Radio campale PRODEL Transistor 65-8 24 canali |
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Estrattore
di fumo a mano : questo
attrezzo interamente in metallo veniva azionato mediante una manovella
per estrarre il fumo, tramite apposite tubazioni, dalle stanze
ormai sature di gas o fumi e permettere agli operatori di lavorare
con maggior sicurezza all'interno della stanza.
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Cornetti
di Allarme : Venivano
usate dai pompieri staffetta per segnalare ai colleghi il luogo
dell'incendio, non esistendo ancora le radio. |
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Contenitori
per liquidi : questi
contenitori in ferro venivano riempiti di petrolio, benzina...
come scorta per le lampade. |
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Barelle
pieghevoli in Juta : sono
indispensabili per il trasporto dei feriti. Ve ne sono di tipi
perfezionati, pieghevoli e adattabili anche a lettino. Costituite
da un telaio in legno con cerniere in ferro per permettere il
ripiegamento e facilitare il trasporto. La copertura è
in juta, molto robusta e facilmente lavabile. |
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Eiettore
: è
un apparecchio costituito da un corpo in lega leggera di minimo
ingombro, contenete l'eiettore propriamente detto e collegato
a due bracci che portano i raccordi di collegamento per la tubazione
da 45 di alimentazione da una parte e per la tubazione da 70 di
mandata dall'altra. L'acqua entrando in pressione dal tubo da
45 passa nell'eiettore creando una depressione ed aspirando l'acqua
esterna facendola uscire dal 70. |
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Pinze
Isolanti :
sono tenaglie a chiusura comandabile a distanza, isolate con un
manico in legno e con anelli di porcellana utilizzate dai Vigili
del Fuoco per recuperare persone fulminate, ancora attaccate all'apparecchio
che ha provocato la fulminazione. |
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Staffe
: uncini in metallo da legare
alle caviglie tramite cinturini in quoio, per permettere la risalita
su pali in legno. |
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| Manganelli
: in legno, erano utilizzati
dal personale della DIFESA INCENDI quando veniva chiamato dal comune
per eventi di ordine pubblico in supporto alle forze dell'ordine. |
1924 |
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1940
Borraccia
REI |
1940
Borraccia
REI |
1940
Gavetta
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1940
Pacchetto
Sigarette MS |
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